Il Razza77 è una varietà tipica della risicoltura italiana e una delle più interessanti dal punto di vista storico. Fin dalla sua comparsa alla fine degli anni ’30 del Novecento, si è fatta apprezzare per le caratteristiche culinarie nella preparazione dei risotti della tradizione.

Tuttavia, nonostante queste ottime qualità, a partire dagli anni '70 la legge di mercato impose varietà di riso più produttive, che portarono al graduale abbandono del Razza77 fino alla sua completa sparizione.

Grazie alla passione trasmessagli dal nonno materno che coltivava il Razza77 a Tornaco negli anni '50, Domenico Bernascone, insieme a Fabrizio Rizzotti e Silvio Nai Oleari, ha deciso di avviare il progetto di recupero di questa varietà storica, rendendola alfiere del territorio della Bassa Novarese e della sua cultura risicola.

Diversamente da quanto si possa pensare, il legame della Famiglia Bernascone con il riso è abbastanza recente e risale agli anni ‘50 del 900 quando Giovanni, il papà di Domenico, diede avvio alla sua attività di agente di commercio in cereali. Storicamente la famiglia Bernascone, proveniente dalla Svizzera, aveva una lunga tradizione di capomastri e muratori.

20180723 giovanni bernasconeLa passione per il riso e il richiamo della risaia che hanno guidato Domenico nel progetto provengono soprattutto dal ramo materno della famiglia, ossia i Franchino. Da sempre legati alla terra e alla coltivazione del riso, fin dai primi anni dell’800 i Franchino erano presenti nel vercellese prima come fittavoli e poi come proprietari terrieri. Riuscirono a superare un periodo molto turbolento per l’Italia, caratterizzato dal dominio Napoleonico e le Guerre di Indipendenza: la Seconda Guerra di Indipendenza infatti fu combattuta sulle rive del Sesia a pochi chilometri da Prarolo, luogo di provenienza della Famiglia Franchino, vissuta in diverse cascine del comune come la Cascina Colombina. 

Fu proprio lì, nei primi anni ‘20 del 900 che Andrea Franchino, giovane nonno materno di Domenico, divenne uno dei primi risicoltori vercellesi a sperimentare la pratica del trapianto del riso in Italia introdotta dal Prof. Novello Novelli.

Andrea e i suoi fratelli Antonio e Francesco acquistarono la Cascina Poncarate di Confienza divenendo di fatto proprietari e non più fittavoli. Successivamente si trasferirono nelle campagne della Bassa Novarese a Nibbiola dove vissero il tempo di Guerra, tramandando innumerevoli aneddoti di famiglia sulla fine della Seconda Guerra Mondiale vissuta nelle campagne e nelle cascine della Bassa.

Per un breve periodo trascorsero la loro vita alla Cascina Bianca, fra Confienza e Vespolate, per poi approdare definitivamente a Tornaco dove si stabilirono alla Cascina Tambussa nei primi anni 50.

È proprio in questo periodo che il Razza77 iniziò a imporsi sul mercato, diventando la principale produzione nei terreni della Bassa della famiglia.

La scelta di riportare in vita il Razza77 nasce anche dalla volontà di onorare la memoria di un uomo e della sua famiglia che attraverso i secoli hanno dedicato e legato la propria esistenza alla coltivazione del riso.

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