Come nascono le pietre che da più di un secolo ci consentono di ottenere un riso di qualità superiore?

Il nostro progetto AREA77 si distingue per la territorialità, la preservazione della cultura risicola italiana, la qualità e l'unicità della sua filiera completamente chiusa.

Oggi ve lo vogliamo dimostrare aggiungendo un altro piccolo racconto alla nostra già ricca storia: il rinnovo delle pietre Amburgo. La lavorazione del Razza77 avviene oggi come negli anni '40 del 900 tramite le sbiancatrici a cono Minghetti, quelle che sono unanimemente considerate le "Ferrari" della molitura del riso.

Le nostre 3 macchine Amburgo (inserite all'interno del processo di trasformazione illustrato qui: http://www.razza77.it/it/news/54-sbiancatrice-amburgo-e-paddy) risalgono agli anni '20 del 900 e richiedono una costante manutenzione che non può essere svolta industrialmente, ma solo da artigiani guidati da illimitata passione e competenza.

Oggi infatti sono poche le Amburgo ancora in utilizzo per via degli alti livelli di manutenzione richiesti, con conseguenti lunghi tempi di fermi macchina e incremento dei costi.

Fra questi processi di manutenzione troviamo la ricostruzione della pietra conica, una pietra artificiale nota come cemento magnesiaco Dressen, il cui brevetto risale alla fine del XIX secolo in Germania. Questa pietra rappresenta il cuore della nostra lavorazione e della qualità conferita ai chicchi di Razza77: essa è sottoposta a un alto numero di giri ed è in costante abrasione, pertanto soggetta ad alti livelli di usura che ne richiedono la periodica ricostruzione.

La sua ricostruzione avviene eliminando dapprima tutte le tracce della pietra precedente e riportando alla luce l'anima di metallo della pietra (foto 1), per poi stendere una mano di aggrappante (foto 1) e, solo successivamente, aggiungendo strato dopo strato il cemento Dressen (foto 2/3) a base di smeriglio.

Ogni strato è poi accuratamente compattato e livellato (foto 4) per garantire il bilanciamento della pietra in rotazione e quindi l'omogeneità della lavorazione del riso.

Amburgo1
Amburgo2
Amburgo3
Amburgo4

L'intero processo richiede diversi giorni e un attento controllo della temperatura affinchè la pietra artificiale si asciughi e si compatti nel modo appropriato. Nessuna scienza esatta, nessun termostato, solo tanta passione e infinita esperienza.

Questo sapere artigiano va preservato perché è parte integrante della nostra cultura e per questo lo vogliamo raccontare; oggi gli artigiani capaci di effettuare questo genere di operazioni si contano sulle dita di una mano e sono prossimi alla pensione.

Loro sono i veri protagonisti di tanta parte della storia del riso italiano il cui racconto va ben oltre le mondine di Riso Amaro; questi racconti sono invece il senso del progetto AREA77 affinchè l’esperienza di acquisto del Razza77 non si limiti al solo atto della compravendita, ma diventi invece un’occasione per raccontare un Territorio e la sua cultura risicola.


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